Ma davvero si può cominciare a scrivere a 65 anni?
Beh, perlomeno si può tentare, non credo ci sia un’età in cui si debba smettere di provare a fare qualcosa, qualsiasi cosa, ed ho sempre creduto che, a parte correre i cento metri in dieci secondi e cose del genere, non c’è niente che una persona non possa fare, se ci mette veramente tutto l’impegno che ha, se studia, se ci crede e non si arrende alle prime difficoltà.
Certo non si può pretendere che ai primi tentativi ti esca un romanzo che avrebbe potuto scrivere Stephen King o Foster Wallace, ma l’importante è provarci, poi, come in tutte le cose, più ti impegni più il risultato sarà migliore.
Ho nominato Stephen King, e, tra tutte le sue cose che ho letto, quella che mi ha colpito di più è la risposta che ha dato ad un suo ammiratore che gli chiedeva da dove gli arrivasse l’ispirazione per le sue storie. Gli rispose che erano le storie stesse che spingevano per uscire, lui si limitava a metterle per iscritto nel miglior modo possibile.
Ecco, con le dovute proporzioni, nel mio piccolissimo, posso dire che mi trova d’accordo. Ci sono storie nascoste dentro ognuno di noi, bisogna solo provare a farle uscire.
Poi non è detto che possano piacere a qualcuno che si prende la briga di leggerle. Che dedichi un po’ del suo tempo, in questo nostro presente così affannato, a leggere quello che hai scritto.
Certo, scrivere costa fatica, ma quello che ti dà in cambio è difficilmente spiegabile.
Non si tratta solo di soddisfazione per quello che sei riuscito a mettere nero su bianco, è qualcosa di più profondo. Forse è la consapevolezza di essere riuscito a fare uscire una storia che da tempo spingeva.
Lascia un commento