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THE LAST

Un giornalista freelance viveva di pettegolezzi, di opinioni, di articoli su questa o quella celebrità, attrici, modelle, cantanti e personaggi dello spettacolo che di solito facevano notizia con qualche piccolo scandalo piccante, storie di corna o simili.

Ad Andrea Grandi interessavano poco questi argomenti, oddio, non disdegnava qualche articolo di gossip da vendere a qualche rivista scandalistica, erano pezzi facili da scrivere e rendevano bene.

Ma la sua vera passione era la cronaca, e la passione nella passione era la cronaca nera.

Furti, truffe, pestaggi tra bande fino agli omicidi erano gli argomenti che gli piacevano di più.

Sotto sotto aveva sempre creduto che questa fosse un ossessione, un desiderio malato, una perversione, ma aveva sempre scacciato questi pensieri, era solo lavoro.

Ed in quel giorno di maggio 2025, precisamente il 14, successe qualcosa che attivò il suo fiuto allenato a scoprire fatti che rivelavano il peggio dell’essere umano. 

Un messaggio WhatsApp aveva svegliato Andrea, alle 03.15 del mattino.

Il mittente era un agente di polizia milanese, che, solo per pura amicizia, lo avvertiva se succedeva qualcosa di grosso in città, e quell’omicidio non era il solito regolamento di conti tra bande rivali, il morto era una persona importante, ed il poliziotto, un anziano amico di famiglia, aveva reputato quel caso adatto a Andrea.

Il giornalista sbarrò gli occhi e lesse il messaggio di Gianni Comisi, l’anziano poliziotto. 

Un assassinio, in piazza Mercanti, in pieno centro.

Qualcuno aveva ucciso un pezzo grosso di Intesa San Paolo, Luigi Scardi, anni 50.

Un colpo di pistola al cuore, morte istantanea, tra i portici di piazza Mercanti, non molto distante dalla banca in cui lavorava.

Andrea si alzò dal letto in un istante, faceva parte del suo lavoro: se arrivavi per primo sul luogo di un crimine avevi più speranze di conoscere prima degli altri particolari dell’avvenimento, insomma era come per i fabbri: batti il ferro finchè è caldo.

Mentre si vestiva guardò il navigatore sul suo cellulare, dava 19 minuti.

Non aveva bisogno del navigatore per girare Milano, la conosceva come le sue tasche.

Scese in strada e salì sulla sua 124 spider, parcheggiata sotto casa.

Ci mise 12 minuti, a quell’ora il traffico era inesistente, come tutte le notti tra le 3 e le 5, erano le uniche ore in cui Milano era una città tranquilla, riguardo al traffico.

Non si poteva dire lo stesso per i crimini.

La fretta gli impedì di controllare il mittente del messaggio WhatsApp, non era il Comisi, ma Andrea non se ne accorse.

Giunse in piazza Mercanti alle 03.22.

Vide il magistrato di turno, Carlo Carli, in compagnia del commissario capo Franco Zani ed il medico legale Andrea Colombo, tutte vecchie conoscenze.

Stavano esaminando il cadavere del bancario, che giaceva scomposto sul pavimento cementato dei portici di Piazza Mercanti.

Quando vedeva il magistrato Andrea, oltre a pensare a quanto poco fossero dotati di fantasia i suoi genitori, provava sempre un senso di disgusto.

Era una persona altezzosa, molto piena di sé, aveva 36-37 anni, molto giovane per il ruolo che ricopriva, e già questo insospettiva il giornalista, che essendo appunto un giornalista, avvertiva prima degli altri la puzza di marcio che si portava dietro una persona.

Salutò gli altri due, ignorando il magistrato, che risposero con voce appropriata alla situazione, non certo rosea.

Si guardò intorno ma non vide nessun collega, era il primo giornalista arrivato sul luogo del delitto, avrebbe potuto scrivere il suo pezzo per primo, mandandolo ai siti web dei giornali e dei telegiornali.

Aveva il cellulare in mano, per registrare le sue prime impressioni e lo sguardo gli corse sul mittente del WhatsApp che lo aveva portato lì, e non era Comisi, era una certa Chiara S.

La cosa lo stupì, ma non perse tempo e cominciò a dettare allo smartphone il suo articolo.

Descrisse la scena del crimine usando tinte horror come piaceva alla gente, mettendo l’accento sul vestito blu all’ultima moda dello Scardi, su come la sua cravatta in tinta fosse ripiegata in modo strano, mostrando il retro, leggermente sporco di sangue, e la camicia bianca pulitissima tranne un buco rosso all’altezza del cuore.

Nella destra stringeva il suo cellulare, quasi volesse mandare un messaggio dall’aldilà.