
DURI A MORIRE
Erano seduti uno di fronte all’altro, da decenni, se misurati con il metro terrestre.
Due creature un po’ buffe a vedersi, sembravano una specie di grossa lumaca argento, due metri di altezza e 120 chili di peso.
Avevano un’età che seguendo il nostro computo temporale si poteva definire in secoli.
I loro nomi erano impronunciabili, li chiameremo per comodità Andrea e Dario.
“Neanche questa volta ce l’abbiamo fatta” iniziò Andrea. “E già” approvò Dario con aria triste, ammesso che una specie di lumacone potesse avere un’aria triste.
Erano ufficiali dell’esercito del loro lontano pianeta, ed il loro compito principale era cercare un nuovo pianeta per la loro specie, ormai il loro era morente, rovinato dell’inquinamento che loro stessi avevano provocato.
Quel piccolo terzo pianeta del sistema solare 32 nella Via lattea sarebbe stato adatto al loro scopo.
Andava benissimo, temperatura, atmosfera con ossigeno, luce solare, caratteristiche ottime per i lumaconi.
Peccato che c’era l’uomo, una convivenza sarebbe stata impossibile, con gli animali si poteva convivere, ma con l’uomo no.
Bisognava eliminarlo.
“Eppure con quei grossi rettili siamo riusciti nella liberazione del pianeta, qualche tempo fa” iniziò Andrea
“Un bel meteorite lanciato al punto giusto e dopo un breve lasso di tempo avremmo potuto trasferirci sul nuovo pianeta”.
“Ma la burocrazia da noi mette i bastoni tra le ruote a tutte le nuove iniziative” rispose Dario “aspettando i vari permessi da parte dello stato centrale, dopo aver annientato i dinosauri, i pesci uscirono dall’acqua e si trasformarono, piano piano, nell’uomo”.
Erano seduti a ripensare al lavoro fatto finora, in silenzio e cercando di arrivare a qualcosa di definitivo.
L’uomo era un avversario ben più ostico dei rettili, l’uomo aveva una qualità che molte altre specie non avevano, sapeva rispondere alle avversità con una prontezza ed un’efficacia mai viste.
Ne annientavi milioni e i superstiti riuscivano ad organizzarsi e ricreare un tessuto sociale che sosteneva i più deboli e tutto ricominciava.
Avevano lanciato, Andrea e Dario, miliardi di cavallette sulla terra, avevano deviato nubi e tempeste per provocare prima la siccità poi un’alluvione epica, ma quelli riuscivano sempre a cavarsela.
Non brillavano per fantasia, i lumaconi, proposero per secoli le stesse cose, gli stessi disastri naturali ma non cavarono un ragno dal buco.
Poi un’idea, di Andrea: le guerre.
Almeno aveva trovato qualcosa di diverso.
Cominciarono con quelle religiose, era facile, bastava mandare qualche messaggio che infastidisse un capo religioso locale per scatenare una reazione che, sistematicamente, finiva nel sangue, di qualsiasi religione si trattasse.
Milioni di morti, ma non bastava, gli uomini resistevano.
Allora ci pensò Dario, propose una nuova strategia, da perseguire insieme alla prima: le malattie.
Il DNA degli umani era molto semplice, bastava fare qualche piccola variazione e le conseguenze erano devastanti, per esempio la peste, che uccise milioni di persone nei secoli, e tante altre malattie.
“Quella che mi è riuscita meglio è il cancro” interruppe il silenzio Dario “colpisce l’uomo in quasi tutti i punti del corpo ed è molto efficace.”
Ma non bastava, la ricerca di quegli esseri ignoranti ma dotati di grande perseveranza, usando metodi empirici e senza sapere molto bene cosa stessero facendo portava a buoni risultati e moltissimi umani venivano salvati da molte malattie.
“Da secoli proviamo a distruggere quegli omuncoli” attaccò Andrea “disastri naturali, guerre e malattie per ora hanno appena scalfito la sopravvivenza della specie umana, riescono sempre a sfangarla”.
Dario stava pensando e dopo un lasso di tempo che per noi erano decenni sbottò:” Una bella pandemia! Creiamo un virus molto trasmissibile e seminiamolo su tutta la terra. Ho già in mente un coronavirus che poi può riprodursi con molte mutazioni, cominciamo subito.”
“Abbiamo già provato con queste cose, ne facciamo fuori un po’ ma poi trovano un rimedio, tutte le volte” rispose Andrea “Un virus da solo non basta, troveranno un vaccino che lo debellerà”.
“Come si chiama la tua fidanzata, Andrea?” “Un nome di quelli moderni: Covid 19” “Lo chiameremo così, ma ho anche qualche altra idea” Dario ora era un poco eccitato “Da qualche tempo sulla terra spopolano i social.”
“I social, Ma cosa sono?” “Ti metti davanti ad uno schermo di un apparecchio che figurati va ancora ad elettricità e ti colleghi praticamente con chi vuoi e puoi esprimere la tua opinione su qualsiasi cosa”.
“Come qualsiasi cosa, anche su cose che non conosci?”
“Sì” continuò Dario “Nessuno controlla se tu abbia studiato o sia preparato sull’argomento all’oggetto delle discussioni, i social li chiamano Facebook, Instagram ed i loro fondatori sono tra i più ricchi del pianeta”.
Ora Dario era infervorato e alzava un po’ la voce, sempre che si possano chiamare voce i suoni che uscivano dal lumacone. “Mi sono iscritto ai social più usati e sto diffondendo la voce che i vaccini sono pericolosi per la salute degli umani”.
Andrea chiese: “Ma non le chiamano fakenews le bugie sui social?” “Sì, ma nessuno può eliminarle, se molta gente crede in una bugia questa finisce per diventare verità, questo vale da sempre ma con i social tutto avviene molto più in fretta”.
“Modello: miliardi di mosche non possono sbagliare, mangiate la merda!”.
“Sì, esattamente, ma ti dirò di più, questi detrattori dei vaccini, che si chiamano no-vax, considerano tutti quelli che invece il vaccino lo vogliono fare pecore che seguono qualsiasi cosa venga loro imposta. I governi allora vogliono rendere questi vaccini obbligatori, non sarebbe la prima volta, molti vaccini resi obbligatori hanno debellato malattie che noi con grande fatica abbiamo creato: Vaiolo, Poliomielite, ecc.”
Andrea:” Forse capisco a cosa vuoi arrivare”
“Certo” riprese Dario “i no-vax, indispettiti da obblighi che arriveranno dai governi, costretti a questo perché se non si vaccinano tutti non si può debellare il virus, dapprima protesteranno con innocui cortei, ma poi passeranno alla lotta armata.”
“Eccoci” Andrea scivolò sul pavimento per l’agitazione
“La lotta armata sfocierà in una guerra civile che coinvolgerà l’intero pianeta. I fabbricanti di armi andranno a nozze e vedranno i loro introiti andare alle stelle. Combatteranno tutti, donne, vecchi e bambini, ognuno con il suo bravo fucile”
“Dopo un po’, come succede sempre, si dimenticheranno per cosa stanno combattendo, basta sparare ed uccidere, il resto non conta. Quello che non faranno le armi lo farà la carestia che seguirà ed il virus lasciato libero di correre.” Concluse Dario.
“Ci vorrà un po’ ma ce la faremo, siamo sulla strada giusta, finalmente.”
“Dai, che è la volta buona!”